Il 23 Febbraio 2018 entrerà in vigore la nuova Direttiva Europea sulla Distribuzione, che sostituirà quella attualmente in vigore sugli Intermediari del 1992.

La nuova normativa comunitaria oltre alla Direttiva contiene anche alcuni Regolamenti che trattano diversi argomenti tra i quali spicca quello emanato dalla Commissione Europea e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, inerente il Governo e il controllo del prodotto per le Imprese e i distributori del prodotto assicurativo ( Product oversight and governence, in breve POG).

  1. Il contesto e l’iniziativa di IVASS.

Tenendo fede a quanto si era ripromesso, IVASS, dopo aver pubblicato un documento in consultazione nel febbraio 2017, pochi giorni fa, ha finalmente deciso di inviare agli operatori una lettera al mercato avente ad oggetto alcune indicazioni su come porre in essere gli adempimenti preparatori suggeriti da EIOPA sui presidi in materia di governo e controllo del prodotto (POG) da parte delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi.

I principi generali in materia di governo e controllo del prodotto assicurativo, in inglese chiamato POG (quale acronimo della espressione:  Product Oversight Governance) sono contenuti nell’art.25 della nuova Direttiva UE n.2016/97 (la c.d. IDD, che sta per Insurance Distribution Directive) ed, in estrema sintesi, prevedono che le imprese di assicurazione, così come gli intermediari qualora anch’essi siano coinvolti nella elaborazione delle condizioni contrattuali che vengano inserite nel prodotto, pongano in essere delle procedure o funzioni aziendali volte a far sì che, per ogni prodotto immesso sul mercato vi sia un processo di verifica:

  • dello specifico target di clientela cui il prodotto è rivolto;
  • del fatto che tutti i rischi rilevanti per quella tipologica di clientela siano tenuti in debito conto;
  • del fatto che il prodotto venga distribuito con strategie e attraverso canali adeguati rispetto al target di clientela prescelto;
  • del fatto che le imprese compiano ogni azione atta ad assicurare che la distribuzione del prodotto sia in concreto rivolta al target di clientela prescelto.

Prima della immissione del prodotto sul mercato, inoltre, le imprese debbono procedere ad effettuare un “product test”, per assicurarsi che esso sia funzionale ad assicurare la copertura progettata. Non solo, ma le imprese stesse, sono tenute a compiere un monitoraggio del prodotto per tutto il suo ciclo di vita e, nel caso si avvedano che le il prodotto, nel corso del tempo, possa arrecare pregiudizio al cliente, sono tenute a porre in essere azioni per porvi rimedio. 

Per gli intermediari che non contribuiscano alla elaborazione del prodotto assicurativo, è stabilito l’obbligo di porre in essere processi organizzativi aziendali che permettano di ottenere dalle imprese le suddette informazioni riguardanti il processo di approvazione dei prodotti oltre a comprendere esattamente le caratteristiche e il target di clientela per ogni prodotto. La normativa sul POG non si applica agli intermediari accessori esenti, né alla distribuzione di prodotti che assicurano i grandi rischi.

Lo stesso articolo 25 della direttiva prevede poi che le norme di dettaglio destinate a regolare l’istituto del POG vengono elaborate attraverso l’emissione di atti delegati, ossia di provvedimenti normativi comunitari di secondo livello.

Questi strumenti normativi secondari sono stati elaborati a cura della Commissione Europea nella forma di due progetti di Regolamento Comunitario:  uno destinato a regolare il POG, l’altro mirato a disciplinare le norme di dettaglio proprie della disciplina degli IBIP’s, ossia dei prodotti vita di investimento assicurativo. I due regolamenti sono stati dapprima posti in consultazione e poi emanati nella forma semi definitiva. Infatti la loro approvazione nel testo finale si avrà dopo il periodo di “scrutiny”, che dura tre mesi,  nel corso del quale  i Parlamento Europeo ed il Consiglio potranno fare delle osservazioni e chiedere modifiche.

La direttiva IDD dovrà essere trasposta negli ordinamenti nazionali degli Stati membri entro il 23 febbraio 2018. Senonchè, questa data appare veramente troppo ravvicinata ed occorre dar conto del fatto che vari Stati Membri hanno chiesto che la data fissata per la implementazione interna della direttiva venga posticipata almeno di un anno.

A tale proposito confermiamo che da parte delle Federazioni Europee degli operatori del mercato quali Bipar e Insurance Europe, è stata avanzata al Parlamento Europeo la richiesta di posticipo di un anno per l’entrata in vigore della Direttiva IDD.

Per quanto riguarda il nostro ordinamento, al momento si ha notizia della approvazione della Legge di Delega comunitaria per il 2016, nell’ambito della quale compaiono disposizioni in cui si dettano alcune linee guida per la redazione della normativa interna (probabilmente di iniziativa governativa), ma non si ha alcuna anticipazione sul contenuto delle norme di dettaglio di modifica dell’attuale Codice delle Assicurazioni Private (CAP).

In questo contesto, IVASS, adendo al suggerimento di EIOPA con il quale si esortavano gli Stati Membri a porre in essere azioni preparatorie alla entrata in vigore della disciplina del POG, ha ritenuto di inviare la predetta lettera al mercato, corredata da due allegati, chiedendo ad imprese ed intermediari di cominciare a prepararsi alla esecuzione degli adempimenti che verranno richiesti dalle regole sul POG mettendo in pratica una serie di attività di cui diremo. 

Per esaminare il testo della lettera al mercato e i due allegati, si può consultare il sito www.acbbroker.it (nella sezione  Associazione > Lettera al Mercato Ivass). dal quale il predetto materiale può essere comodamente scaricato.

2. Gli adempimenti chiesti dall’IVASS ai distributori.

Le indicazioni operative sia per le imprese che per gli intermediari si trovano al paragrafo n.3. della Lettera al mercato. Con esse l’Istituto di Vigilanza intende assolvere allo scopo di preparare il mercato al nuovo regime normativo invitando gli operatori a porre in essere alcune attività preliminari necessarie a giungere preparati entro la data di applicazione della normativa del POG all’interno del nostro ordinamento nazionale.

Simili attività vengono individuate ai punti 15, nel quale si elencano gli adempimenti preparatori rivolti alle imprese, e 16, ove si specificano le attività richieste agli intermediari.

In particolare, al citato punto 16 si precisa che gli intermediari iscritti nelle sezioni A., B. e D. del RUI, dovranno effettuare sin da subito le seguenti attività:

  • verifica di quali ulteriori informazioni occorre ricevere dalle imprese

testualmente IVASS così si esprime: “valutare la compliance degli attuali flussi informativi esistenti per individuare le ulteriori informazioni che è necessario ottenere dal produttore al fine di adeguarsi alle nuove indicazioni in materia di POG”;

  • verifica di efficienza dei propri canali informativi per gestire comunicazioni con imprese e con la propria sub rete distributiva;

così testualmente recita la Lettera al mercato: “individuare i canali informativi più efficienti per gestire le comunicazioni con il produttore nonché con la propria rete distributiva affinchè sia garantita l’osservanza da parte della stessa delle modalità operative richieste dalla disciplina sul POG per il collocamento prodotti”.

Il tutto con l’ulteriore avvertenza che nelle azioni di cui ai punti a) e b) i distributori dovranno far riferimento alle indicazioni riportate nell’allegato n.1 alla Lettera al mercato (riferita appunto ai distributori).

In altre parole, si può dire che le verifiche di cui sopra dovranno essere orientate a porre in essere le attività necessarie a realizzare i presidi e le procedure descritte nel citato allegato 2, che possono così riassumersi: 

3. dovranno essere adottati presidi e procedure mirati ad assicurare che il distributore ottenga dall’impresa informazioni appropriate:

  • sulle caratteristiche del prodotto;
  • sul relativo processo di approvazione;
  • sul target market;
  • sui rischi e costi anche impliciti;
  • sulla strategia distributiva indicata dall’impresa;
  • su eventuali circostanze che potrebbero causare un conflitto di interessi a danno del cliente;
  • su qualsiasi altra informazione utile ad individuare i clienti per i quali il prodotto è stato ideato, nonché il target negativo, oltre ad informazioni utili ad esercitare l’attività di distribuzione nel miglior interesse del cliente. 
  • dovranno essere previste le modalità di trasmissione delle informazioni così acquisite alla rete di ausiliari interni ed esterni del distributore (iscritti in E).
  • i presidi e le procedure di cui sopra dovranno essere approvati dall’organo amministrativo del distributore e riuniti in un documento a disposizione del personale del distributore e della sua rete esterna. 
  • se il distributore adotta un propria strategia distributiva, quest’ultima non dovrebbe essere contraria alla strategia di distribuzione e al mercato di riferimento individuati dal produttore.
  • i distributori dovrebbero stabilire una frequenza minima entro cui sottoporre a riesame ed eventuale revisione i prodotti distribuiti al fine di verificare che gli stessi siano sempre validi ai fini di rispondere agli interessi degli assicurati.
  • il distributore dovrebbe informare senza indugio l’impresa ogniqualvolta rilevi che il prodotto non risponda più agli interessi agli obiettivi e alle caratteristiche del mercato di riferimento, oppure emergano circostanze relative al prodotto che aggravino il rischio di pregiudizio ai danni del cliente.   
  • il distributore dovrebbe inoltre fornire all’impresa le informazioni che possono rilevare ai fini della non rispondenza del prodotto alle esigenze del target market, oltre a fornire alla stessa impresa, qualora richiesto, le informazioni rilevanti per supportare l’attività di revisione che deve essere svolta dal produttore.
  • i distributori devono documentare tutti i presidi adottati in materia di POG e conservarli fintanto che i prodotti restino nel patrimonio del distributore contratti afferenti ai prodotti oggetto dei presidi in materia di governo e controllo dei prodotti.
  • Precisazioni sul “manufacturer de facto” e abolizione del trattamento differenziato tra distributori complessi e non complessi.   

3/1. Il “manufacturer de facto”.

Dalla Lettera al mercato è possibile trarre indicazioni maggiormente chiarificatrici in ordine alla questione della qualificazione dei “manufacturer de facto” ossia dei distributori che realizzano in tutto o in parte i prodotti da distribuire e che, pertanto, sono assoggettati alla disciplina dei produttori per quanto riguarda gli adempimenti del POG.

La precisazione consiste nel fatto che IVAS, al punto 7 del paragrafo n.1 della Lettera, chiarisce che un intermediario è considerato produttore quando, sia nella realizzazione di un nuovo prodotto sia nella modifica di un prodotto esistente, ne determina autonomamente gli elementi significativi (ad esempio la copertura, i costi, i rischi. Le prestazioni e le garanzie) rispetti ai quali l’impresa di assicurazione, che assuma i relativi rischi, non apporti modifiche sostanziali.

Per converso, non è considerato come “manufacturer de facto” l’intermediario che:

  • svolga attività di design di prodotti “tailor-made” su richiesta di uno specifico cliente,
  • oppure che abbia la possibilità di proporre al cliente diverse linee di prodotti e clausole contrattuali, opzioni o attivi sottostanti, ovvero sconti di premio.

Riassumendo, quindi, si può dire che, in generale, quando un intermediario propone ad una impresa un nuovo prodotto, in tutto o in parte da lui progettato (anche nei suoi elementi tecnici significativi) con l’intento di proporlo a possibili clienti non ancora identificati, tale intermediario può essere considerato “manufacturer de facto” solo quando l’impresa recepisce il prodotto così com’è, senza modifiche sostanziali, e procede ad assumere i relativi rischi. 

All’opposto, l’intermediario può proporre ad una impresa di emettere un prodotto ritagliato sulle esigenze del cliente senza per questo divenire “produttore” quando l’intermediario sta agendo nell’interesse e su incarico di un cliente specifico e già attuale.

Ugualmente, non viene assimilato al produttore l’intermediario cui viene data la facoltà di offrire a potenziali clienti la possibilità di scegliere tra diverse clausole od opzioni contrattuali predeterminate dall’impresa. 

3/2. Abolizione del regime differenziato tra intermediari complessi e non complessi.

Nella Lettera al mercato IVASS, seppure in più punti richiami l’esigenza di declinare gli adempimenti preliminari e le regole del POG nel rispetto del principio di proporzionalità, tuttavia, non si cura di specificare in che cosa questa proporzionalità debba consistere nell’ottemperare alle nuove prescrizioni. 

Più specificamente, la Lettera al mercato elimina la previsione di un regime differenziato tra gli intermediari “complessi” e “non complessi” (che invece veniva stabilito nella bozza di lettera in consultazione). 

La conseguenza è che, salvo diverse disposizioni dell’Istituto di Vigilanza, le attività preparatorie descritte nella Lettera al mercato e riferite ai distributori debbono essere adempiute da tutti gli intermediari, a prescindere dal numero di addetti iscritti in E con cui essi collaborino.

Conclusioni

Come si è visto, gli adempimenti che IVASS chiede ai distributori di porre in essere in via anticipata rispetto alla definitiva approvazione del relativo regolamento comunitario, nonché rispetto alla entrata in vigore della legge interna di trasposizione della IDD, si possono limitare alle verifiche sopra descritte alle lettere a) e b) del paragrafo 2.

La prima – di cui alla lettera (a) – è una analisi di contenuto, con la quale si chiede al distributore di prendere contezza di quali siano le informazioni che attualmente egli si cura di ottenere dall’impresa al fine di svolgere la propria attività per poi fare un raffronto con quelle ulteriori che, in base alla lettura della nuova direttiva e della normativa comunitaria di secondo livello elaborata dalla Commissione UE, il distributore dovrà ottenere al fine di conoscere il prodotto offerto dall’impresa ed il target market per il quale tale prodotto è stato realizzato.

La seconda – di cui alla lettera (b) – è una verifica di processi operativi, protocolli e sistemi di I.T. che il distributore usa o si prefigge di utilizzare al fine di avere un soddisfacente flusso bidirezionale di informazioni tra il distributore e l’impresa, nonché tra il distributore e la propria sub-rete distributiva.  Con la precisazione che il primo flusso informativo mira ad acquisire conoscenza sulle caratteristiche del prodotto, del target market e degli altri elementi del POG, mentre il secondo ha altresì la funzione di permettere un monitoraggio della condotta della sub-rete con riguardo al rispetto delle linee guida stabilite nel dossier del POG.

Allo stato, stante lo scarso dettaglio circa le modalità operative e gli esatti elementi che le predette azioni di verifica dovranno coprire, non si è in grado di fornire indicazioni operative standardizzate e valide per le realtà organizzative dei singoli associati.

Trattandosi comunque di azioni che IVASS ha sollecitato per permettere agli operatori di organizzarsi con congruo anticipo e senza prevedere la predisposizione di documenti specifici o report da parte dei soggetti vigilati, deve ritenersi che ogni intermediario possa dar seguito agli inviti contenuti nella Lettera al mercato nel modo che preferisce e regolandosi su quanto emerge dal testo della predetta lettera, nonché dal testo della normativa attualmente a disposizione.

Ciò detto, in ogni caso, il consiglio che ci sentiamo di dare nella presente contingenza è quello di prendere sempre più coscienza di quelli che sono i contenuti della nuova direttiva IDD facendo ricorso alle iniziative di studio ed agli eventi formativi organizzati dalla scrivente Associazione, così come da altre istituzioni.

Più in concreto, crediamo che, in preparazione dei mutamenti che si renderanno necessari nel percorso di implementazione della IDD e dei suoi regolamenti attuativi, compreso quello sui POG, possa rivelarsi utile procedere sin da ora

  • alla verifica del processo di valutazione dell’adeguatezza dei prodotti assicurativi rispetto alle esigenze e/o al profilo dei clienti nell’ambito dei vari modelli distributivi adottati dall’intermediario;
  • nonché all’analisi dei bisogni assicurativi delle varie tipologie di clientela già acquisita e di quella verso la quale si rivolge la strategia distributiva dell’intermediario con correlativo studio dei prodotti assicurativi più adatti a soddisfare i predetti bisogni di tempo in tempo.

In questo modo potrà svilupparsi una maggiore sensibilità e consapevolezza circa i processi operativi e le strategie distributive praticate da ogni intermediario così da poter incidere su di essi in modo funzionale ed efficace, una volta che si abbia un quadro più completo e definitivo della normativa comunitaria e nazionale concernente l’istituto del POG.

La nostra Segreteria è a disposizione per qualsiasi chiarimento  e comunque per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento , segnaliamo che durante le tappe del Road Show di Roma (10 Ottobre) e Milano (24 Ottobre ) entreremo nel dettaglio della normativa della nuova IDD .