L’uso delle tecnologie digitali sta cambiando velocemente processi, prodotti, relazioni con il cliente, la stessa pubblicità. Gradi compagnie internazionali acquistano o ricercano intese con startups tecnologiche. Insurtech è diventata, quindi, una specie di parola passepartout nel mondo assicurativo. E’ con questo tema di vivissima attualità che il Presidente dell’IVASS e Direttore generale di Bankitalia Giovanni Rossi ha introdotto ieri le sue Considerazioni Conclusive, presentando l’annuale Relazione sull’attività svolta dall’Istituto nel 2017. Rispetto a questi tumultuosi sviluppi il principio fissato a livello internazionale è che la regolamentazione debba essere neutrale, ha quindi detto, aggiungendo che ci si deve chiedere se alcune norme, emanate quando la tecnologia era molto diversa da quella odierna, non possano ostacolare novità interessanti. Vanno quindi attentamente
presidiati i tavoli internazionali, in particolare europei, in cui si vanno definendo regole e standard tecnologici nuovi, occorre dialogare con il mercato e innalzare la qualità delle regole e dell’azione di vigilanza. La stessa IVASS deve usare tecnologie innovative nell’attività di regolamentazione e di supervisione. Il presidente Rossi ha sottolineato in particolare il rischio di attacchi informatici affermando che l’attenzione dell’Istituto sul cyber risk è alta e molte sono le attività che, anche congiuntamente con la Banca d’Italia, sta ponendo in essere per rafforzare la sicurezza informatica del sistema finanziario. Una indagine Ivass su agenti e broker circa la prevenzione dei rischi informatici ha evidenziato che alla consapevolezza dell’esistenza di questi rischi non ne erano ancora seguite in molti casi concrete misure di prevenzione e di cura. Ne abbiamo quindi suggerite alcune. L’anno prossimo l’indagine sarà rinnovata per valutare i progressi fatti.
LA REVISIONE DI SOLVENCY II
A proposito della revisione di Solvency II, che inizierà quest’anno per poi essere più ampia nel 2020, l’Istituto si aspetta– e lavorerà per ottenere – correttivi che incidano sull’obiettiva complessità del sistema, sulle eccessive oscillazioni misurate nella solvibilità di una compagnia a causa della volatilità dei mercati finanziari, sul fatto che il campo da gioco non è livellato. Su alcuni fronti – ad esempio il trattamento delle imposte differite – “le nostre proposte stanno facendo avanzare i lavori in Europa”. Sulla convergenza di regole e prassi di vigilanza nazionali sulle attività cross-border delle compagnie, si é ancora distanti da una soluzione e alcuni casi di dissesti che hanno coinvolto gli assicurati di più paesi rendono la riflessione urgente. Le misure transitorie e di aggiustamento meritano attenzione speciale. Su questo versante il presidente Rossi ha svolto diverse puntualizzazioni tecniche, concludendo che “Terremo sotto controllo le ripercussioni sulla solvibilità delle singole compagnie”.
LA IDD IMPONE UN CAMBIO RADICALE DI FORMA MENTIS HE IMPONE LA IDD
La Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (Insurance Distribution Directive, IDD) recepita nell’ordinamento italiano il 21 maggio scorso, “è il secondo grande intervento di revisione della normativa europea in campo assicurativo dopo Solvency II”. Richiede un cambio radicale di forma mentis. Essa lascia il preesistente quadro normativo immutato nelle sue linee principali, ma delinea gli strumenti (ad esempio, la Product Oversight Governance, POG) per garantire un’adesione profonda degli operatori al principio di
adeguatezza e di correttezza nelle condotte di mercato.
Alle regole europee si aggiungono poi quelle in discussione a livello internazionale: quelle della IAIS e il tema che Rossi ha definito “intricatissimo, al punto da sembrare a molti esoterico, ma denso di effetti potenziali di grande importanza per le compagnie: quello dei nuovi principi contabili che l’apposito organismo internazionale (l’International Accounting
Standards Board, IASB) ha licenziato lo scorso anno e che entrerebbero in vigore nel 2021”. L’introduzione dello International Financial Reporting Standard for Insurance Contracts (IFRS17) per la contabilizzazione dei contratti assicurativi, che era attesa da oltre 20 anni, rappresenta un grande passo avanti in termini di trasparenza e comparabilità dei bilanci, ma pone problemi di complessità, di costi di adeguamento e di compatibilità in Europa con Solvency II.
IN RIPRESA LA RACCOLTA PREMI
Il presidente Rossi si è quindi soffermato sul settore assicurativo italiano che nel 2017 ha raccolto premi per 132 miliardi di euro con una diminuzione del 2,5% rispetto al 2016. I dati sul primo trimestre di quest’anno mostrano peraltro una crescita, del 2,1%, rispetto al trimestre corrispondente del 2017.
La flessione dei premi l’anno scorso si è concentrata nel settore “vita” a causa dei bassi rendimenti offribili sulle polizze vita tradizionali. Nel solo 2017 si tratta di quasi 3 miliardi e mezzo di minori ricavi.
L’indebolimento dei tradizionali prodotti vita di ramo I, che da sempre sono la forma di risparmio più sicura per le famiglie, a favore di prodotti più finanziari, è uno dei fattori che l’IVASS ha considerato quando, nella seconda metà del 2017 e dopo un’ampia consultazione del mercato, ha cambiato la regolamentazione in materia di “gestioni separate”, quelle a cui sono collegate le tradizionali polizze vita rivalutabili.
Contrariamente al “vita”, il settore danni ha registrato nel 2017 un lieve incremento dei premi (+1,1%), che ha interrotto il ciclo regressivo iniziato nel 2012.
RCAUTO, DIMINUITO DI 100 EURO IL PREMIO MEDIO
E LA DISPARITÀ DI PREZZO SUL TERRITORIO
La RCAUTO ha visto stabilizzarsi il valore complessivo dei premi. Nel quinquennio 2013-17 il premio medio, al netto delle componenti fiscali e parafiscali, è sceso di quasi un quarto, oltre 100 euro. Sono molto diminuite anche le disparità di prezzo sul territorio: ad esempio, il differenziale Napoli-Aosta si è più che dimezzato, passando dagli oltre 400 euro del 2012 a meno di 200 lo scorso anno.
LA “SCATOLA NERA” PROTAGONISTA DEL CALO DEI PREZZI RCAuto
Alla discesa dei prezzi ha contribuito in particolare la diffusione della “scatola nera”, montata sugli autoveicoli degli assicurati che la chiedono. Gli assicurati ne ricavano uno sconto sul premio. Nel periodo 2013-17 le polizze con scatola nera sono passate dal 10% a oltre il 20% del totale, con punte nelle aree meridionali del 60%, portando così il mercato italiano in testa alle classifiche mondiali di diffusione della motor connected insurance. Una spinta aggiuntiva potrà venire dalla legge sulla concorrenza che promuove tra l’altro un’ulteriore diffusione della scatola nera e un rafforzamento della lotta alle frodi.
IN ATTO E IN VISTA ALTRE INNOVAZIONI NELLA RCAUTO
Altri fattori innovativi, alcuni futuribili ma già all’attenzione delle autorità, sono ad esempio l’abbandono graduale della proprietà privata dei veicoli in favore del semplice utilizzo all’occorrenza, come nel car sharing, la condivisione dei veicoli come nel car pooling o la diffusione di veicoli a guida assistita o addirittura autonoma. Il che ci riporta alla
necessità per le imprese assicurative, già discussa all’inizio delle mie considerazioni, di usare di più le tecnologie innovative anche per rivedere forme contrattuali, prassi e modelli di business.
L’IVASS ha fatto e sta facendo molto nel settore auto, per quel che gli compete: la dematerializzazione degli attestati, l’Archivio Integrato Antifrode (AIA); la nuova applicazione da mettere gratuitamente a disposizione degli assicurati perché essi possano fare dei preventivi corretti, districandosi fra le tante offerte del mercato.
I rami danni diversi dal comparto auto mostrano segnali di vitalità, in particolare quelli dei segmenti “salute” (infortuni e malattie) e “proprietà” (incendio, altri danni ai beni e perdite pecuniarie); essi rappresentano oggi più di un terzo del mercato danni e, negli ultimi 10 anni, hanno assorbito le quote perse dal comparto auto. Rimane però alta nel confronto
internazionale la sottoassicurazione in questo settore: si pensi alle catastrofi naturali o alleMalattie. Tra gli altri risultati, gli utili complessivi dell’industria assicurativa, lo scorso anno, sono ammontati a 6 miliardi (3,5 nel vita, 2,5 nei danni e 0,7 miliardi nella rcauto
LA SOLVIBILITÀ DELLE COMPAGNIE È LA VIGILATA SPECIALE
La solvibilità delle compagnie, elemento fondamentale del primo pilastro della Direttiva Solvency II, è preoccupazione centrale dell’azione di vigilanza prudenziale dell’IVASS, ha sottolineato il presidente Rossi. Il calcolo della solvibilità è affidato alle stesse compagnie. Oltre il 40% del mercato assicurativo nazionale (se ci basiamo sui premi raccolti) ha scelto i due metodi più complicati, il “modello interno” e i “parametri specifici d’impresa”; il resto dell’industria ha scelto il metodo relativamente meno complesso, la “formula standard”. Questi metodi sono stati tutti oggetto, compagnia per compagnia, di attento scrutinio tecnico da parte nostra.
L’IVASS ha, poi dedicato crescente attenzione al calcolo delle riserve tecniche nel settore “vita” (Best Estimate of Liabilities, BEL). Nei primi due anni di vigenza di Solvency II le ispezioni hanno coperto l’80% delle BEL delle imprese “vita” appartenenti al segmento della formula standard. Anche gli altri due pilastri della Direttiva Solvency II – cioè governo delle imprese e gestione dei rischi, da un lato, e le informazioni che le imprese danno alle autorità di vigilanza e al mercato, dall’altro – sono preoccupazioni costanti dell’Istituto. Le compagnie stanno modificando il loro funzionamento interno, ma gli sforzi vanno intensificati. Il nuovo regolamento dell’IVASS in materia di governance, di prossima emanazione, ha tra i suoi obiettivi proprio quello di accrescere l’efficacia dei consigli di amministrazione, anche assicurandone una composizione equilibrata.
NUOVI COMPITI DI INTERVENTO E SANZIONATORI AFFIDATI ALL’IVASS
Con la Direttiva IDD la vigilanza per l’IVASS si arricchisce ma si complica. Non solo si amplia il novero dei soggetti vigilati, ma all’Istituto vengono date maggiori e più articolate incombenze di intervento e sanzionatorie.
Sui prodotti assicurativi di investimento (Insurance Based Investment Products, IBIP) la ripartizione delle funzioni fra IVASS e CONSOB non scaturisce immediatamente dalle norme europee. E’ intervenuto il legislatore italiano riconducendo tutti i prodotti assicurativi, inclusi gli IBIP, nel Codice delle assicurazioni e prevedendo comunque numerosi momenti di raccordo regolamentare tra IVASS e CONSOB. Le due istituzioni hanno stabilito un tavolo permanente in questa materia, in un clima di piena collaborazione.
La correttezza dei rapporti fra compagnie e loro intermediari, da un lato, e clienti, dall’altro, è una preoccupazione antica dell’IVASS, che si affianca alla vigilanza stricto sensu prudenziale.
RISVEGLIATE 190MILA POLIZZE “DORMIENTI”
E SU ALTRE 900MILA SONO IN CORSO ACCERTAMENTI
Un fronte che ci ha visti molto impegnati negli ultimi due anni è quello delle polizze vita
“dormienti”. Ne abbiamo “risvegliato” per il momento quasi 190.000 polizze per le quali il diritto dei beneficiari era maturato nel periodo di validità della polizza, dando luogo a pagamenti, già effettuati o in corso, per oltre 3,5 miliardi di euro. Su altre 900.000 polizze sono in corso accertamenti delle imprese.
Sono state emanate dal mercato, ma con l’incoraggiamento e l’assistenza dell’IVASS e con il contributo delle Associazioni dei consumatori, linee guida su come vadano scritti i contratti assicurativi in modo che gli assicurati li capiscano bene. Insieme con l’Autorità Antitrust l’IVASS sta lavorando a risolvere il problema delle cosiddette polizze
“decorrelate”, vendute da intermediari finanziari a destinatari di prestiti personali ma senza alcuna connessione con il finanziamento e spesso senza che gli acquirenti se ne rendano conto.
SOLO LE AUTORITA’ INQUIRENTI POSSONO STRONCARE
L’IMPERVERSARE DEI SITI FANTASMI CHE IN GANNANO I CONSUMATORI
Internet è piena di siti fantasma che fanno phishing assicurativo, soprattutto nella RC auto, ingannando i consumatori e distorcendo il mercato.
È una fatica improba. Molti siti oscurati ricompaiono poco dopo sotto altro nome, facendo pensare a poche centrali criminali. Solo le Autorità inquirenti, alle quali continueremo a fornire segnalazioni e ogni possibile supporto, possono sradicare questa malapianta.
ARBITRO ASSICURATIVO, SANZIONI, LIQUIDAZIONI,
L’APPOSITO ORGANISMO PER LA REGISTRAZIONE DEGLI INTERMEDIARI
Col recepimento della IDD è stato introdotto l’arbitro assicurativo che sarà istituito presso
l’IVASS. Quando non si pongono problemi di stima del danno offrirà ad assicurati, compagnie e intermediari un’alternativa rapida ed economica al ricorso a un giudice, con
l’effetto non secondario di deflazionare il contenzioso: ce ne aspettiamo tra l’altro un abbassamento dei premi richiesti agli assicurati.
Come è noto l’IVASS è chiamato a irrogare sanzioni amministrative, sulla base di apposite norme. È un sistema da tempo obsoleto e meritevole di revisione: è complesso, produce un’inflazione di sanzioni spesso non dissuasive. La legge di recepimento della IDD è intervenuta anche su questa materia, innanzitutto disciplinando le sanzioni relative alla
distribuzione dei prodotti assicurativi, ma poi ridisegnando, anche su nostro stimolo, l’intero sistema.
L’IVASS si è dato l’obiettivo di erodere progressivamente l’ingombrante eredità ricevuta delle liquidazioni coatte. Ha anche spinto i liquidatori a intensificare la vendita di immobili,Nel triennio 2015-17 la vendita di 29 immobili ha consentito di terminare 11 liquidazioni su un totale di 14 chiuse nel periodo.
E’ stata, infine, risolta la vexata quaestio dell’organismo per la tenuta dell’albo dei 226.000 intermediari assicurativi: agenti, broker e loro collaboratori. La legge di recepimento della IDD ha finalmente demandato i compiti di registrazione degli intermediari a un organismo apposito, fermi restando i propri poteri di vigilanza e sanzionatori. Potremo ora meglio
concentrarci sui compiti, molto accresciuti, di vigilanza sulla distribuzione di prodotti assicurativi che la legge ci assegna.
IL PIANO TRIENNALE ”IVASS 2020” PER NON ESSERE COLTI DI SORPRESA DAI TUMULTUOSI E VELOCI MUTAMENTI
L’IVASS da tempo si è posto il problema di mettere l’Istituto stesso al passo coi tempi, nella
sua organizzazione interna e nella sua dotazione di mezzi. In ciò °è sostenuto dalla Banca
d’Italia e risorse umane qualificate e motivate, che – ha sottolineato il presidente Rossi – “sono la nostra principale risorsa e che ringrazio, assieme alle rappresentanze sindacali, anche a nome dei due Consiglieri. Esse danno cervello e cuore a questo Istituto”. Ha ricordato i molti investimenti in informatica, la manutenzione evolutiva della macchina organizzativa, con la modifica degli assetti interni della Vigilanza prudenziale e di quella sugli intermediari assicurativi, l’introduzione di uno schema di gestione del rischio operativo (Operational Risk Management, ORM), l’impianto in corso di un nuovo sistema di controllo di gestione, il secondo esercizio di pianificazione strategica, per il triennio 2018-2020 , chiamato “IVASS 2020” Con il nuovo piano, declinato in obiettivi strategici e dettagliati programmi d’azione, l’Istituto s’impegna a raggiungere una serie di traguardi il cui fine ultimo è ovviamente quello di svolgere meglio la propria missione istituzionale.
Soprattutto, ha concluso il presidente dell’IVASS Salvatore Rossi – “vorremmo non essere colti di sorpresa dal nuovo, che può cambiare in profondità mercati, tecnologie, regole internazionali”.