Spettabile Associazione,
la vostra continua ad essere l’unica Organizzazione che in Italia “rappresenta i soci ed il mercato assicurativo italiano nei confronti delle principali istituzioni politiche ed amministrative, inclusi il Governo ed il Parlamento, le organizzazioni sindacali e le altre forze sociali. ANIA studia e collabora alla risoluzione di problemi di ordine tecnico, economico, finanziario, amministrativo, fiscale, sociale, giuridico e legislativo, riguardanti l’industria assicurativa.” (sito Ania, sez. “chi siamo”).

Per questo motivo riteniamo opportuno segnalarvi la grave crisi che sta investendo gli Agenti di assicurazione professionisti, in un quadro di crescente preoccupazione per l’emergenza Covid-19 ed in mancanza di concrete misure di sostegno messe in atto dalle singole Imprese.

Purtroppo ad oggi le nostre Mandanti non hanno attuato alcun intervento economico in favore delle Agenzie, nonostante quasi tutti i Gruppi Aziendali Agenti si siano prontamente attivati, in sinergia con il Sindacato.

Al di là degli articoli pubblicati sulla stampa nazionale, e dei roboanti comunicati, non risulta erogato alcun contributo economico che possa essere tecnicamente definito tale.

Dalla documentazione in nostro possesso, ad esempio, risulterebbe che le principali Compagnie si siano limitate a provvedimenti “di facciata” come:

  • la sospensione delle rate di rivalsa per 6/12 mesi (sospensione, non abbuono o riduzione o cancellazione, cioè semplice postdatazione del debito che rimane invariato nella sua entità);
  • l’anticipo provvigionale o dei premi produttivi (anticipo, non concessione in via straordinaria, cioè si tratterebbe di un prestito, non di un contributo);
  • postdatazione dell’addebito delle partite non tecniche (spostamento nel tempo dell’addebito, non riduzione o cancellazione dell’addebito, si tratta cioè di una semplice dilazione);
  • messa a disposizione, per i clienti, di sistemi di pagamento diretto all’impresa (il cui diffuso utilizzo si traduce nell’inversione del flusso finanziario delle provvigioni agenziali, da anticipato a posticipato, con ulteriore grave danno alle gestioni agenziali).

Evidentemente la prospettata riduzione degli esborsi per sinistri, conseguente all’immobilità stradale disposta per Legge, ed i floridi bilanci che –anche nel 2019- hanno premiato l’industria assicurativa, non sono bastati a convincere i vertici delle nostre Mandanti sulla necessità, o meglio sull’opportunità, di “mettere mano al portafoglio”, concedendo reali aiuti economici alle reti agenziali.

Alludiamo ad esempio:

  • al raddoppio dei termini per la rimessa degli incassi,
  • alla sospensione incondizionata delle rivalse per almeno un anno con cancellazione/abbuono delle rate che scadono nel periodo di allarme emergenziale,
  • ad un contributo provvigionale straordinario, anch’esso incondizionato, di almeno € 10.000 per agenzia o pari ad almeno il 50% delle provvigioni maturate negli stessi mesi dell’anno precedente, da erogare per tutto il periodo di emergenza nazionale e senza obbligo di restituzione (non deve trattarsi cioè di un anticipo, ovvero di un prestito sulle future provvigioni, ma di un’erogazione, di uncontributo non ripetibile anche perché, in caso contrario, come già detto non sarebbe corretto parlare di contributo ma di semplice anticipo di quanto dovuto),
  • ogni altro intervento economico che possa giovare al precario equilibrio delle Agenzie, non ripetibile, incondizionato.

Sapete bene che le tante lavoratrici e i lavoratori delle nostre micro aziende, che in questa fase delicata sono sottoposti all’ansia di un lavoro a contatto diretto con il pubblico, reso più complicato o addirittura sospeso per effetto dei diversi decreti che si sono e si stanno succedendo da alcuni giorni, stanno facendo squadra con noi, comprendendo e condividendo le nostre decisioni aziendali. Le loro Organizzazioni sindacali (Fesica-Confsal e Confsalfisals) ad oggi si sono dimostrate responsabili e razionali, diversamente da altre sigle associative che, al contrario, stanno adottando ben altra strategia e stanno creando, agli Agenti, non pochi ulteriori problemi.

Questo insieme di circostanze, da un lato ci permette di affrontare con i giusti strumenti la difficile situazione, garantendo la necessaria continuità aziendale-agenziale. Da un lato però fa emergere, in maniera fin troppo evidente, la scarsa disponibilità delle Imprese ad investire sull’unico asset in grado di assicurare, in momenti come questo, la continuità del servizio assicurativo di prossimità ai cittadini che la gran parte degli italiani ancora dimostra di apprezzare.

Poiché conosciamo la sensibilità dell’ANIA e del suo vertice sui temi qui rappresentati, confidiamo nel vostro pronto interessamento affinchè l’approccio delle Compagnie in merito agli stessi possa urgentemente cambiare. Diversamente ci vedremmo costretti a mettere in atto iniziative sindacali di diversa matrice, che non gioverebbero al mantenimento dei buoni rapporti fin qui mantenuti anche con le singole Imprese ed all’immagine del settore nel suo complesso.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi confronto su tutto quanto precede, che potrà avvenire anche per le vie brevi.

Cordiali saluti.