A differenza di quanto avvenuto nel settore auto, tra le polizze casa la scatola nera, che permette di monitorare in questo caso quanto avviene nella propria abitazione, non decolla. Le polizze che proteggono le abitazioni abbinando al contratto l’utilizzo di sensori che agevolano la rilevazione dei problemi e incidenti domestici non stanno conoscendo un largo sviluppo.

A fronte di un mercato della Smart Home (casa connessa) che in Italia continua a crescere a ritmi sostenuti nel 2019 (+40%), superando così il mezzo miliardo di euro, il canale assicurativo resta al palo , continuando a rappresentare solo il 3%. Anzi, alcune compagnie stanno ripensando l’offerta. Lo spiega Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano. Ora resta da vedere quale effetto avrà la pandemia su questo business.

Da qualche anno si propongono dispositivi Iot per la casa con la polizza ma il prodotto non decolla. Forse non si è ancora compreso il valore (che in ogni caso non è ancora monetizzabile, ndr). Secondo quanto emerso dall’ultima edizione dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico, le utility e le compagnie assicurative non hanno fatto il tanto atteso salto di qualità nel 2019: a fronte di numeri decisamente inferiori alle attese, questi attori sono ora alle prese con un generale riposizionamento dell’offerta.

Per le imprese assicurative attive sul fronte dei dispositivi di demotica con sensori, il 2019 è stato un anno “di riflessione”: se in alcuni casi si è proseguito con l’offerta di kit che includono hardware, polizza e servizi di assistenza, in altri casi si è deciso di sospendere temporaneamente le vendite, avviando un complessivo ripensamento della propria strategia. A fine 2019 scendono così a otto le compagnie assicurative che propongono polizze casa che sfruttano la presenza di oggetti connessi (erano dieci a fine 2018).

Difronte a questo scenario assistiamo alla revisione del modello di business: da un lato, come già sta avvenendo da alcuni anni all’estero, si vuole far leva sulla crescente diffusione di oggetti connessi, consentendo di attivare servizi e polizze personalizzate anche in una fase successiva rispetto al loro acquisto; dall’altro lato, quasi tutte le compagnie assicurative stanno lavorando alla possibilità di far variare il tasso di rischio a seconda del livello di “smartness” della casa, garantendo sconti sul premio la cui entità varia a seconda del numero e della tipologia di sistemi smart installati. Ciò potrebbe ulteriormente incentivare il consumatore ad acquistare soluzioni smart, potendo contare su uno sconto in fase di stipula della polizza.

Secondo Salvadori nel settore Iot la pandemia genererà una maturazione generale degli attori. Da un lato i consumatori stanno diventando più digitali, dall’altro tutta la filiera ha acquisito maggiori competenze.