La recente e devastante pandemia che ha flagellato tutto il mondo lascia un messaggio indelebile ma antico nella storia della civiltà moderna: la salute prima di ogni cosa. Ma adesso è ora di fare, è ora di cambiare e riprogrammare: il fattore prognostico a più alto impatto è il modello organizzativo per cui non sarà possibile l’appropriatezza clinica se non partirà insieme all’appropriatezza organizzativa.

In sanità è necessario passare dal concetto di costo a quello di investimento ed in tema di innovazione è necessario costruire strumenti che impongano il concetto di valore trasversale a tutti gli attuali modelli organizzativi. Covid19 ci fatto comprendere che questo processo non può più attendere.

La formazione degli operatori in questo scenario di cambiamento è un passaggio cruciale che deve rappresentare una priorità per rendere sostenibili le organizzazioni, accompagnata dalla tecnologia IT a supporto della sburocratizzazione delle procedure assistenziali.

Anche di questo si è parlato alla Summer School di Motore Sanità il 17 e il 18 settembre a Gallio; l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Intesa Sanpaolo RBM Salute, Marco Vecchietti intervenendo su “Il ruolo del secondo pilastro nella protezione delle pandemie” ha dichiarato: “Il rientro dei lavoratori in azienda e la ripresa economica, non può prescindere da una collaborazione tra pubblico e privato, anche in campo sanitario. L’efficacia dell’azione di salute pubblica definita dal Servizio Sanitario Nazionale richiede necessariamente un ruolo attivo, anche in termini finanziari, da parte delle imprese. È in tale contesto che possono venire in soccorso gli strumenti di welfare contrattuale e del welfare aziendale e, in particolare, le forme sanitarie integrative. Non si tratta di strumenti antagonisti del pubblico, ma di soluzioni in grado di garantire integrazione e di flessibilità rispetto alle policy definite dal Governo e dalle Regioni”.

 “Si dovrebbe puntare ad una sanità integrativa più accessibile per i cittadini mettendo a disposizione di tutti l’esperienza di successo maturata nel settore del lavoro dipendente. Il modello di riferimento potrebbe essere quello introdotto nel 2001 per la previdenza complementare, con benefici fiscali estesi anche agli autonomi, ai liberi professionisti e a chi ha lavori flessibili, categorie che hanno subito più di altre l’emergenza Covid”.

“Intesa Sanpaolo RBM Salute è pronta a svolgere un ruolo importante in questa direzione mettendo a disposizione dei «nuovi» Piani Sanitari Integrativi finalizzati ad  ampliare la «protezione della salute» dei cittadini, a partire dalle aziende e dalle famiglie che già si avvalgono dei servizi del Gruppo Intesa Sanpaolo“.