Nel 2020 i premi complessivi del portafoglio italiano ed estero, diretto e indiretto, al lordo della riassicurazione, sono diminuiti del 3,9%: la crisi pandemica ha interrotto la serie positiva registrata negli ultimi due anni (+3,9% nel 2019 e +3,1% nel 2018).

La contrazione è la sintesi delle dinamiche negative nel comparto vita (-4,5%, +3,8% nel 2019) e in quello danni (-2,0%, +4,2%).

Nei rami vita il risultato del conto tecnico è stato positivo (3,4 miliardi), in calo rispetto ai 6,4 miliardi registrati nel 2019; l’incidenza di tale risultato sui premi è passata dal 6,0% nel 2019 al 3,3% nel 2020. Anche nei rami danni il risultato del conto tecnico è stato positivo per 4,3 miliardi (3,1 nel 2019); l’incidenza sui premi è passata dal 9,9% nel 2019 al 13,7% nel 2020.

Nel 2020, il risultato dell’attività ordinaria, danni e vita, ha raggiunto 9,4 miliardi, in calo rispetto a 10,7 miliardi nel 2019; il risultato dell’attività straordinaria (che si aggiunge a quella ordinaria) è cresciuto da 533 milioni nel 2019 a quasi un miliardo nel 2020. Sommando il risultato dell’attività ordinaria e quello dell’attività straordinaria si ottiene il risultato prima delle imposte, pari a 10,4 miliardi.

Se si considera l’effetto della tassazione, pari a 1,8 miliardi, il risultato complessivo del settore evidenzia nel 2020 un utile di 8,6 miliardi, in linea con il 2019: l’utile del settore danni è stato pari a 3,8 miliardi (2,7 miliardi nel 2019); quello relativo al settore vita è stato pari a 4,7 miliardi (6,0 miliardi nel 2019).

Il Rapporto presenta un approfondimento sul bilancio Solvency II delle compagnie di assicurazione. Nel 2020, il totale delle voci del passivo dello stato patrimoniale, pari a oltre 960 miliardi, è aumentato di circa il 7% rispetto al 2019. Le riserve tecniche vita, pari a 833 miliardi sono aumentate di quasi l’8%, mentre le riserve tecniche danni, pari a oltre 50 miliardi, sono lievemente diminuite.

Sono aumentati gli investimenti che hanno superato per la prima volta i mille miliardi (1.011 miliardi, pari al 60% del PIL nazionale). In particolare, i titoli di Stato (italiani ed esteri) hanno sfiorato i 450 miliardi e restano la forma di investimento prevalente per il settore (quasi il 45%). Ancor più nel dettaglio, gli investimenti in titoli di Stato italiano sono stati circa 345 miliardi, pari al 15% dei titoli pubblici italiani in circolazione.

Nel 2020 il Solvency ratio è stato pari a 2,42, in aumento rispetto al 2019 (2,33).

Il Solvency ratio per il totale mercato è ottenuto dal rapporto tra gli oltre 140 miliardi di fondi propri ammissibili e un valore del Solvency Capital Requirement pari a circa 58 miliardi.

Per le imprese danni il Solvency ratio è passato da 1,98 a 2,30, mentre per le imprese vita il ratio è salito da 2,26 a 2,30.

Nel 2021 i premi contabilizzati dovrebbero registrare una crescita del 7%, per un volume complessivo di oltre 144 miliardi…

Per le imprese miste (che operano sia nel settore danni sia in quello vita) il valore medio del ratio è passato da 2,40 a 2,49.