Estratto da relazione annuale ANIA 2021

Il 2020 verrà ricordato non solo come l’anno della pandemia ma anche come uno degli anni più caldi mai registrati, con eventi estremi come gli incendi in Alaska, California e Australia, la forte siccità e un’intensificazione dello scioglimento dei ghiacci senza precedenti.

Secondo il rapporto Sigma Swiss Re 2021, il 2020 è stato caratterizzato da 189 catastrofi naturali (204 nel 2019) che hanno determinato, a livello mondiale, perdite economiche per 170 miliardi di euro (+38% dallo scorso anno, quando erano pari a 122 miliardi).

L’Italia non è certo immune dal nuovo scenario che si sta delineando, soprattutto se si considera che più del 70% del territorio è esposto al rischio sismico e idrogeologico. L’innalzamento atteso della temperatura e dell’intensità delle precipitazioni determineranno inevitabilmente un aggravamento del rischio alluvionale.

Uno dei settori più colpito dal cambiamento climatico è quello agricolo: a causa di un innalzamento della temperatura ricompreso tra i 2°C e 4°C, il valore complessivo della produzione agricola persa potrebbe aggirarsi tra i 13 e i 30 miliardi.

Un altro settore che potrebbe risentire pesantemente del cambiamento climatico è quello del turismo, sia estivo che invernale.

Per far fronte a questa situazione, lo scorso 24 febbraio la Commissione europea ha proposto una nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici.

La Commissione ha infatti sottolineato come ad oggi, a livello europeo, tali coperture assicurative siano ancora poco diffuse aggirandosi tra un minimo del 5% a un massimo del 35% del totale dei danni, mentre secondo alcune stime dell’industria assicurativa ogni punto percentuale in più di copertura potrebbe ridurre i costi globali a carico della fiscalità generale del 22%.

Per tali ragioni, la Commissione europea ha fatto presente la necessità di promuovere il più possibile schemi assicurativi nazionali contro le catastrofi naturali e di potenziare il lavoro di monitoraggio e coordinamento già in corso a livello UE, annunciando la sua intenzione di avviare un dialogo approfondito con le parti interessate a partire dalle imprese assicuratrici.

Per il 2021, per quanto riguarda i rischi commerciali, tenuto conto delle partite fabbricato, contenuto e danni indiretti, l’esposizione complessiva risulta pari a circa 768 miliardi per il terremoto (-2,3% rispetto al 2020) e 746 miliardi per l’alluvione (-4,4% rispetto al 2020), al netto dei limiti contrattuali previsti dalle coperture assicurative. Si contano inoltre circa 813.000 unità di rischi commerciali assicurati contro il terremoto e 815.000 contro l’alluvione. Infine, la regione che contribuirà più di tutte alla crescita delle esposizioni nette assicurate contro entrambe le tipologie di rischio risulta essere la Lombardia;

Con riferimento ai rischi residenziali, tenuto conto delle partite di fabbricato, contenuto e danni indiretti, l’esposizione risulta pari a circa 224 miliardi per il terremoto (+12,4% rispetto al 2020) e a circa 103 miliardi per l’alluvione (+14,5% rispetto all’anno precedente), al netto dei limiti contrattuali previsti dalle coperture assicurative. Si contano 738.000 unità di rischi residenziali assicurati contro il terremoto e 270.000 contro l’alluvione, presumendo dunque che gran parte dei rischi residenziali assicurati per le alluvioni lo siano anche per il terremoto.

La distribuzione territoriale delle esposizioni assicurate contro le catastrofi naturali, con riguardo sia ai rischi commerciali che residenziali, evidenzia una concentrazione nelle regioni del Nord, dove è ubicato più del 60% delle coperture. Anche le regioni del Centro assumono un peso significativo, pari al 20% del totale delle esposizioni.