Estratto da relazione annuale ANIA

ASSICURAZIONE VITA

Nel 2020 la raccolta premi del comparto vita si è ridotta fortemente durante i mesi di lockdown per poi recuperare e chiudere l’anno con un calo del 4,4% rispetto all’anno precedente. L’impatto negativo si è riflesso su tutti i canali di distribuzione a eccezione della vendita diretta.

In particolare, nel 2020 gli sportelli bancari e postali, hanno registrato un calo nella raccolta premi (-7,4% rispetto all’anno precedente), superiore a quello medio del totale settore (-4,4%). Il loro peso percentuale (59,2%) si è perciò ridotto di circa due punti rispetto a quello registrato nel biennio precedente (61,1%) e la variazione media nei cinque anni analizzati è risultata negativa e pari a -1,7%.

La raccolta premi del canale agenziale, dopo la forte crescita registrata nel 2019, è risultata in diminuzione (-2,6% rispetto all’anno precedente) ma con un valore inferiore al calo medio del totale vita. Continua così a crescere la relativa quota di mercato, pari nel 2020 al 14,7% (14,4% nel 2019 e 13,2% nel 2018).

Nel 2020 è proseguita la contrazione (-0,9%) iniziata nel 2018, dei premi intermediati dai consulenti finanziari abilitati. Con una diminuzione inferiore a quella media del ramo, hanno tuttavia guadagnato alcuni punti percentuali in termini di quota mercato rispetto all’anno precedente, intermediando il 13,7% della raccolta del settore (13,2% nel 2019).

Anche probabilmente per effetto delle difficoltà di recarsi fisicamente presso i punti vendita dei distributori delle polizze vita a causa delle restrizioni introdotte dal Governo per arginare il diffondersi della pandemia, la vendita diretta, che include oltre a internet e telefono anche la vendita tramite gerenze e/o agenzie in economia, è l’unico canale che ha registrato nel 2020 un volume premi in aumento (+6,0%) rispetto al 2019. Di conseguenza, ha raggiunto nel 2020 la quota di mercato più elevata nei cinque anni analizzati, pari a circa l’11% del totale ramo (era 8,2% nel 2016 e 9,8% nel 2019).

Con una raccolta premi ancora molto marginale pari a 1,6 miliardi, i broker hanno registrato un lieve calo (-1,0%) rispetto all’anno precedente nel volume premi e il loro peso percentuale è rimasto invariato rispetto al 2019 (1,5%).

ASSICURAZIONE DANNI

Nel 2020, per effetto della crisi legata alla pandemia, si è arrestato il trend di crescita dei premi del comparto danni, con una diminuzione del 2,3% rispetto all’anno precedente. Si contraggono tutti i principali canali distributivi a eccezione dei broker.

In particolare, il canale agenziale, dopo tre anni di crescita contenuta, ha subito una contrazione (-2,1%) della raccolta premi appena inferiore a quella media e si è confermato il canale prevalente nel comparto con un peso percentuale del 74,2%, in linea con quello del 2019 (tavola 4). Tuttavia, con una variazione media nei cinque anni analizzati pressocché nulla, gli agenti hanno perso gradualmente punti in termini di quota mercato.

I broker, unico canale che registra un aumento del volume premi (+3,6%) rispetto al 2019, raggiungono nel 2020 la quota di mercato più elevata nel quinquennio analizzato pari al 9,7%.

Si evidenzia inoltre che il peso dei broker è sottostimato, in quanto non tiene conto di una quota importante di premi (stimata in 24,8 punti percentuali) che tali intermediari raccolgono ma che presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese.

Tenendo conto di questo fenomeno, la raccolta danni intermediata dai broker sarebbe, nel 2020, pari a 11,5 miliardi (3,2 miliardi nelle statistiche ufficiali), con un’incidenza sulla raccolta totale danni del 34,5% (9,7% nelle statistiche ufficiali); conseguentemente la raccolta premi degli agenti sarebbe inferiore, attestandosi a 16,6 miliardi (anziché 24,9 miliardi risultanti dalle statistiche ufficiali) e la relativa incidenza sul totale danni sarebbe del 49,5% (anziché 74,2%).

Nel settore auto il peso percentuale dei broker sarebbe nel 2020 pari all’11,0% (5,2% dai dati forniti dalle imprese) e di conseguenza il peso degli agenti si ridurrebbe al 76,9% (82,7% nelle statistiche ufficiali). Ma è significativo, soprattutto, nel settore non auto dove l’incidenza dei broker salirebbe al 54,9% (13,6% nelle statistiche ufficiali) e quella degli agenti scenderebbe al 25,6% (dal 66,8%).

La stima della quota di premi afferente al canale dei broker viene effettuata da ANIA ricorrendo sia ad alcuni dati disponibili presso AIBA sia utilizzando informazioni aggiuntive raccolte presso i primari broker italiani.

In particolare, AIBA non dispone di dati ufficiali circa il volume di premi gestito dai broker ma ne ottiene una stima sulla base dei versamenti effettuati da questi intermediari che obbligatoriamente si devono iscrivere a un particolare Fondo di Garanzia a cui aggiunge una quota di premi derivanti da commissioni di brokeraggio (non assoggettati al contributo obbligatorio). La stima dei premi gestiti dai broker effettuata da AIBA (pari per il totale settore danni a circa 14,9 miliardi) risulta superiore a quella di ANIA per effetto, essenzialmente, di una diversa quantificazione dei premi derivanti da commissioni di brokeraggio e per il fatto che nel volume premi fornito da AIBA si includerebbe anche la raccolta delle imprese UE che sono invece escluse nelle statistiche associative.

Il volume premi raccolto tramite il canale della vendita diretta da parte delle imprese è risultato nel 2020 in calo del 4,1%, superiore a quello medio del comparto, arrestando la crescita progressiva della quota di mercato registrata dal 2016 al 2019 che è risultata pari al 4,4% del totale danni; con una variazione negativa nel volume premi (-2,3%) in linea con quella del totale ramo è rimasto stabile il peso percentuale della vendita diretta a distanza effettuata esclusivamente tramite internet e telefono e che è pari a 4,5%.

Gli sportelli bancari e postali, hanno registrato nel 2020 il primo decremento (-11,6%) nella raccolta premi, dopo quattro anni di variazioni positive, perdendo conseguentemente punti percentuali di quota di mercato; il loro peso infatti, dopo la progressiva crescita registrata dal 2016 al 2019, è diminuito al 6,8% nel 2020 dal 7,5% raggiunto nel 2019. Continua a rimanere molto limitata la quota di mercato afferente ai consulenti finanziari abilitati (0,4% nel 2020).