Nel 2020 la raccolta premi per i rischi da r.c. sanitaria è di Euro 604 milioni, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente.

L’80% della raccolta è concentrata nei primi 5 operatori del mercato (66% da parte di imprese vigilate dall’IVASS).

Prosegue la diminuzione del numero di strutture pubbliche assicurate (attualmente 535 rispetto alle oltre 1.400 del 2010). Tra il 2012 e il 2019 crescono gli stanziamenti dei fondi per la cosiddetta “auto-ritenzione del rischio” in alternativa o ad integrazione della protezione assicurativa tradizionale.

Le imprese a controllo estero, con sede principale in Italia o in altri paesi, raccolgono il 92% dei premi per le coperture dei rischi delle strutture pubbliche, il 34% per le strutture private e il 42% per il personale sanitario.

Tra il personale sanitario assicurato, il 4% ha utilizzato una compagnia diversa da quella dell’anno precedente, ottenendo riduzioni di premio con maggior frequenza rispetto a chi ha scelto di restare con la stessa compagnia.

I sinistri in campo sanitario sono liquidati molto lentamente (nel 2020, soltanto il 7,2% di quelli liquidati nell’anno) e la tendenza è di risarcire per primi i sinistri di minore entità.

L’impatto dei sinistri attribuiti al COVID-19 sui risarcimenti e sulle riserve è molto modesto. La gran parte delle imprese che colloca coperture per le strutture sanitarie segnala di avere in programma ulteriori clausole di esclusione o aggravanti per i rischi pandemici nei nuovi contratti.