redazione

L’improvvisa fine della legislatura ha lasciato in mezzo al guado gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie. Esiste infatti il pericolo che si interrompa il percorso di riforma verso un sistema organico di assistenza agli anziani non autosufficienti che era stato faticosamente avviato.

Vi chiediamo, dunque, di compiere ogni azione possibile – nel rispetto delle norme vigenti – affinché il lavoro compiuto non venga disperso e la nuova attenzione verso la non autosufficienza non rimanga una mera dichiarazione d’intenti”.

È questo l’appello rivolto al Presidente della Repubblica, al Presidente Mario Draghi e ai Ministri Orlando e Speranza, dal Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza che raggruppa 48 organizzazioni coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese: rappresentano gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi

Parliamo di un problema che con l’invecchiamento della popolazione assumerà sempre più rilevanza. Considerando oggi il numero di anziani non autosufficienti, i loro familiari e chi li assiste professionalmente si arriva a oltre 10 milioni persone.

Il Pnrr approvato lo scorso anno prevede una riforma che introduca “un sistema organico di assistenza agli anziani non autosufficienti”, si legge nella lettera “È un atto atteso da trent’anni e che, nel frattempo, è stato compiuto in tutti i Paesi europei simili al nostro. Ovunque questa innovazione ha modificato in profondità il settore, rafforzandolo notevolmente. La riforma è da realizzare attraverso una legge delega, che il Parlamento deve approvare entro la primavera 2023”.

Per questo le organizzazioni del Patto chiedono che – come previsto dalla circolare disbrigo affari correnti predisposta dal presidente del Consiglio dei ministri per disciplinare le attività delle istituzioni nazionali da qui alle prossime elezioni –si approfitti della possibilità di adottare provvedimenti normativi rispetto al Pnrr per fare in modo che la riforma prevista per la non autosufficienza faccia passi in avanti nella direzione della introduzione del Sistema nazionale assistenza anziani.

Il Patto indica nella lettera inviata agli interlocutori istituzionali, i 10 buoni motivi per introdurre il Sistema Nazionale Assistenza Anziani (Sna) partendo, innanzitutto, dal contemplare in un unico Sistema tutte le misure, sociali e sanitarie, per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. In questo modo, la non autosufficienza diventa un ambito autonomo del welfare come già avvenuto nelle altre riforme europee.

Tra i punti segnalati, anche la necessità di “puntare su una nuova domiciliarità, unitaria, appropriata e continua, attraverso risposte unitarie di Comuni e Asl, un appropriato mix di prestazioni medico-infermieristico-riabilitative, di aiuto all’anziano nelle attività fondamentali della vita quotidiana e di affiancamento a familiari e badanti, un tempo di assistenza adeguato ai bisogni di anziani e familiari” e “assicurare la qualità degli ambienti di vita, privilegiando modelli costruttivi e organizzativi amichevoli, domestici e familiari”.

Serve inoltre “riformare l’indennità di accompagnamento, tramutata nella prestazione universale per la non autosufficienza” e “costruire l’intera architettura intorno alle famiglie, prevedendo un’assistenza a domicilio che garantisca un appropriato pacchetto di prestazioni e una durata adeguata e prevedendo misure rivolte ai familiari quali supporto psicologico, forme di conciliazione tra impegni di cura e di lavoro, tutele previdenziali e altre”.

Il Patto raggruppa 48 organizzazioni, la gran parte di quelle della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese: rappresentano gli anziani, i loro familiari, i pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi. Si tratta della comunità italiana della non autosufficienza, che ha deciso di superare confini, appartenenze e specificità per unirsi. Tra le organizzazioni aderenti al Patto, Caritas italiana, Acli, Aris, Aisla, Cittadinanzattiva, Fnopi, Forum nazionale del Terzo Settore, Uneba.