Non si spengono mai i riflettori su Generali. Il gruppo assicurativo triestino ha appena mandato agli archivi una semestrale che ha visto assottigliarsi l’utile netto a 1.402 milioni di euro (contro i 1.540 milioni del primo semestre 2021), risentendo delle svalutazioni sugli investimenti russi per 138 milioni di euro. Ma nei primi sei mesi dell’anno sono la raccolta premi ante-imposte è cresciuta del 2,4% a 41.880 milioni di euro, soprattutto grazie allo sviluppo del segmento Danni

Tuttavia, a fare notizia non sono tanto i numeri, quanto il fatto – riportato dal Sole 24 Ore – che VM 2006, società del gruppo Caltagirone che all’assemblea Generali dello scorso 29 aprile si era presentata con una lista alternativa a quella del cda, ha impugnato davanti al Tribunale civile di Trieste la delibera della passata assise, chiedendone l’annullamento.

Nel mirino di Caltagirone ci sarebbe proprio il punto 7 dell’Ordine del giorno, quello sulla nomina del cda. Secondo la società dell’imprenditore romano la delibera sarebbe da annullare in quanto “adottata con il voto determinante di due soci stretti da un patto occulto”, come scritto nelle carte depositate ancora una decina di giorni fa. I due azionisti a cui fa riferimento VM 2006 – sottolinea Il Sole 24 Ore – sono Mediobanca e De Agostini.

La palla passa ora al Tribunale di Trieste.

Tornando invece alle performance finanziarie di Generali, Il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management si attesta a 503 milioni di euro (-3,3%).

In particolare, il risultato operativo dell’Asset Management cresce a 325 milioni di euro (+6,2%), sostenuto dall’aumento dei ricavi operativi (+7,5%) per effetto principalmente delle società asiatiche e di maggiori commissioni di performance non ricorrenti registrate nel primo trimestre.

Il risultato operativo del gruppo Banca Generali è pari a 178 milioni di euro (-17,0%); la contrazione riflette l’andamento dei mercati finanziari nel primo semestre del 2022, che ha portato a una forte riduzione delle commissioni di performance da 165 milioni di euro a 1H2021 a 16 milioni a 1H2022.

Senza considerare l’effetto delle commissioni di performance e l’accantonamento prudenziale di 80 milioni effettuato a 1H2021 a protezione della clientela, il risultato operativo registrerebbe una crescita molto significativa. La raccolta netta complessiva di Banca Generali nel primo semestre supera quota 3 miliardi di euro, confermando un andamento solido a livello di volumi.

Resiliente il livello di raccolta netta Vita a 6.240 milioni di euro. Il calo del 7,9% è ascrivibile alla linea risparmio, coerentemente alla strategia di Gruppo di riposizionamento del portafoglio e a specifiche attività di in-force management. Positiva la raccolta delle linee puro rischio e malattia (+7,0%) e unit-linked (+2,1%).

Durante la conference call di presentazione dei risultati, il Ceo Philippe Donnet ha anticipato che “aumenteremo i prezzi per mitigare l’impatto dell’inflazione su costi dei sinistri e sulle spese. Un incremento dell’inflazione significa un aumento dei prezzi e questo vale anche per quelli delle polizze, ci saranno aumenti significativi’, ha precisato il manager”.

Donnet ha poi ricordato come il 2022 sia stato l’inizio del nuovo piano strategico, “di cui l’M&A è un elemento importante e proprio su questo abbiamo fatto notevoli progressi nel primo semestre. In Italia, nostro mercato di riferimento, abbiamo raggiunto la soglia del 95% del capitale di Cattolica Assicurazioni: le azioni ancora in circolazione saranno ora acquistate tramite squeeze-out e delistate, accelerando l’integrazione dell’azienda all’interno del nostro gruppo”.

Donnet ha sottolineato che l’operazione “ci permette di aumentare ulteriormente la nostra leadership in Italia per migliorare la nostra offerta di prodotti, la rete di distribuzione e le capacità digitali”.

In Francia, con l’acquisizione di La Me’dicale ora completata, “possiamo rafforzare la nostra leadership nel mercato locale della salute e della protezione e, più’ in generale, nel Danni delle imprese. Guardando oltre l’Europa, stiamo rafforzando la nostra presenza in India, una delle realtà in più rapida crescita nei mercati assicurativi globali: abbiamo completato le transazioni che ci hanno permesso di diventare azionista di maggioranza delle nostre joint venture Danni e Vita”.