In occasione del cda che ha approvato i conti del primo semestre che ha registrato un risultato netto consolidato di 684 milioni (+5%), Unipol ha reso noto di aver accettato l’offerta presentata da Amco per la cessione “pro soluto” del portafoglio crediti di UnipolRec.

Il cda della controllata ha infatti accettato l’offerta di 307 milioni di euro. Il valore nominale lordo del portafoglio crediti ceduto è di circa 6 miliardi di euro (valore aggiornato al 31 marzo 2022).

Il perfezionamento dell’operazione, subordinato all’autorizzazione di Banca d’Italia, è atteso entro la fine del corrente esercizio. La cessione, spiega una nota di Unipol “riflette la non strategicità’ della gestione di crediti non performing per il gruppo, che intende, invece, concentrare risorse e investimenti sul core business assicurativo e sull’evoluzione verso gli Ecosistemi Mobility, Property e Welfare, come confermato nel nuovo Piano Strategico”.

Secondo il gruppo assicurativo bolognese, l’operazione consentirà di completare il percorso di crescita compiuto da UnipolRec fin dalla sua costituzione nel 2018 avvenuta con l’obiettivo di gestire, creando valore, i crediti in sofferenza di Unipol Banca e del portafoglio Bper acquisito successivamente, nell’ambito del processo di ristrutturazione del comparto bancario.

Ad avvenuta cessione del portafoglio crediti e alla conseguente chiusura della società saranno stati generati flussi di cassa per complessivi 780 milioni, a fronte di esborsi per acquisizione dei crediti di circa 650 milioni di euro, con una generazione di cassa complessiva di circa 130 milioni di euro, precisa una nota. Tenuto conto anche della definizione nel corso del primo semestre di alcune partite residuali, Unipol stima di rilevare un impatto complessivo negativo sul conto economico dell’esercizio 2022 pari a circa 21 milioni, al netto dei relativi effetti fiscali.

Amco, dal canto suo, sottolinea che l’operazione rappresenta uno dei deal più rilevanti in termini di volumi sul mercato italiano nel 2022.

Il portafoglio, che è costituito da crediti classificati a sofferenza relativi a oltre 24.700 controparti, è composto prevalentemente da posizioni corporate (l’84,5% del totale) ed è equamente bilanciato tra crediti secured e unsecured.