La 10° edizione del nostro Future Bancassurance Forum celebra un altro anniversario, quello dei 30 anni del mercato della bancassicurazione in Italia, nato nei primi anni 90 e che oggi è ormai un mercato maturo, seppure pieno ancora di prospettive di crescita e sul punto di affrontare nuovi e importanti cambiamenti, non sempre positivi.

Il mercato si sta sempre più concentrando su pochi operatori, assistiamo periodicamente ad operazioni di acquisizioni, fusioni e aggregazioni: i primi 5 operatori hanno ormai una quota superiore al 60% del totale. Nel Vita la raccolta degli sportelli bancari e postali si avvicina al 70% del mercato totale, ma con tanti cambiamenti di prodotti negli anni. Nel risparmio e investimento le polizze di ramo 1°, che sono state sin dall’inizio le grandi protagoniste della crescita, vengono oggi vendute in misura inferiore al passato e con minori garanzie: oggi pesano circa il 70% del totale, rispetto a oltre l’80% di 10 anni fa e con una offerta di minor garanzia del capitale (sembra storia remota quando si parlava di tasso tecnico e di minimo garantito).

Inoltre abbiamo assistito allo sviluppo delle polizze multiramo, che dovrebbero coniugare obiettivi di rendimento e di garanzia del capitale investito, ma che mettono sovente a dura prova la fiducia dei risparmiatori. Prodotti Vita che venivano considerati in grande sviluppo, come le LTC piuttosto che i PIP o i fondi aperti, e tutta la previdenza integrativa non hanno avuto lo sviluppo che meritavano considerando i reali bisogni dei consumatori. Le polizze LTC, in particolare, sono in forte crescita ormai da tempo: +20% annuo, da almeno 5 anni a questa parte, ma le cifre sono ancora estremamente ridotte.

Il problema è che la sofisticazione normativa, unita alla reale crisi economica, hanno frenato questa crescita. Le coperture di puro rischio crescono, ma i numeri sono sempre piccoli: a livello di nuova produzione, rappresentano solo l’1° circa del mercato totale. La nuova produzione vita totale è inferiore di circa il 10% rispetto all’anno scorso. Nel dettaglio, tiene il Ramo I (-3.3%) mentre cala del 20% la raccolta di Unit Linked. La raccolta vita si conferma come indicatore del livello di “paura” degli investitori, che in momenti di crisi si “rifugiano” nella relativa tranquillità della Gestione separata.

Il Danni è il settore più lanciato commercialmente dalle banche in questi ultimi anni, ma quale è la reale situazione? La vendita di polizze auto in banca registra, al momento, numeri ancora non rilevanti: il mercato non è mai decollato, anche per la difficoltà a offrire una reale consulenza ai clienti. Le polizze danni non auto invece vedono la crescita soprattutto delle polizze legate ai finanziamenti, che però sono cresciute in modo poco omogeneo.

Tanto è vero che Eiopa ha recentemente pubblicato il report di una indagine condotta a livello europeo, sentendosi in dovere di lanciare un avvertimento (warning) agli operatori, nel quale indica quali azioni si aspetta che vengano realizzate per ridurre le criticità emerse nell’indagine. Il mercato delle PPI è senza dubbio in crescita, ma dovrà necessariamente collaborare con le Autorità di vigilanza nazionali ed europee per identificare le anomalie che possono rappresentare un rischio per i consumatori e valutare come gestire i rischi e ridurre i conflitti d’interesse.

Il futuro è alle porte: probabilmente crescerà la proposta digitale, dove le grandi banche venderanno la maggior parte dei prodotti assicurativi tramite dispositivi mobili più che tramite lo sportello. La sfida sarà quella di dare una consulenza adeguata da remoto, tenendo conto che la digitalizzazione non è fatta per tutte le fasce di popolazione. Per questo motivo le banche territoriali, avranno l’opportunità di eccellere con i clienti che hanno ancora bisogno di un rapporto diretto con le persone.

Enrico Pollino, EMFgroup