L’Ile-de-France, regione amministrativa che fa capo a Parigi, non è sufficientemente preparata alle inondazioni, uno dei principali rischi naturali cui è esposta la regione dopo la siccità, ha sottolineato il 17 novembre la Corte dei Conti in una relazione pubblica.

La giurisdizione finanziaria si è interessata alla regione dell’Île-de-France, un’area definita “particolarmente vulnerabile al rischio di inondazioni”. La relazione avverte che un evento simile alle inondazioni record del 1910, quando la Senna raggiunse a Parigi gli 8,62 metri, sarebbe oggi particolarmente costoso: circa 30 miliardi di euro, secondo le stime sui dati Ocse citati nel rapporto.

Le ultime grandi inondazioni nell’area metropolitana dell’Ile-de-France risalgono al 2016 e al 2018 quando le acque raggiunsero, rispettivamente 6,10 e 5,85 metri. La giurisdizione finanziaria segnala la mancanza di “considerazione da parte delle autorità locali” del rischio alluvione e la scarsa considerazione dei rischi da parte della popolazione, che poco sa delle inondazioni causate da “innalzamento delle falde acquifere, responsabili di un terzo dei danni assicurati in Ile-de-France”.

La Corte dei Conti evidenzia inoltre il basso livello di investimenti effettuati dagli enti locali rispetto ad altre regioni soggette agli stessi rischi: solo 23 dei 65 milioni di euro preventivati per la lotta contro le inondazioni sono stati spesi tra il 2009 e il 2021 e l’area di Parigi è oggi molto meno protetta dalle inondazioni rispetto ad altre grandi città europee, soprattutto a causa della mancanza di una strategia coordinata attorno al bacino della Senna.