Nei prossimi anni Aon si aspetta un ulteriore “incremento di cittadini e imprese che ricorreranno a forme di sanità integrativa“, a cui dovrà corrispondere “un’evoluzione dei prodotti assicurativi, un affinamento del profilo tecnico dei prodotti e una crescita degli investimenti legati ai servizi al cliente.

Sono le conclusioni del rapporto Aon su “Mercato assicurativo Salute: Le evoluzioni in atto e gli scenari futuri”. Il contesto attuale “evidenzia una sempre maggiore domanda di protezione salute” ma al tempo stesso “una crescente pressione sulla tenuta tecnica delle polizze malattia con, in futuro, possibili ulteriori tensioni legate all’inflazione e all’aumento della frequenza“. Per questo, le compagnie assicurative “dovranno lavorare con attenzione sulla gamma d’offerta e continuare ad investire sul modello operativo e liquidativo al fine di proseguire nel percorso di crescita del comparto e ripristinare la profittabilità delle coperture“.

Il comparto salute, in sintesi, è sempre più sfidante per gli operatori perché “la pressione sulla spesa sanitaria privata è in costante crescita, mentre l’aumento di spesa in sanità pubblica no – commenta Luca Morandi, ceo Aon Advisory & Solutions e Head of Health&Benefit -. L’ultima manovra finanziaria non prevederà infatti investimenti significativi nella sanità pubblica, che rimarranno tra l’1 e l’1,5%, rispetto ad una inflazione decisamente più alta. Siamo di fronte a un sistema che sta portando il cittadino sempre di più verso la spesa sanitaria privata, con un incremento dei costi e un maggior bisogno di soluzioni assicurative per avere un supporto mutualistico“.

Il numero di cittadini italiani con una copertura sanitaria integrativa si stima nel 2021 tra i 17 e i 20 milioni, in crescita di 3-4 milioni dal 2017 – si legge nel report -. I premi malattia, che includono polizze individuali e soprattutto collettive per imprese e fondi assicurati, hanno raggiunto i 3,3 miliardi nel 2021“, crescendo alla media di un punto percentuale annuo negli ultimi 5 anni. Dalla redditività del settore emerge però “una tensione sul combined ratio del ramo nel periodo 2016-2021, principalmente a causa dell’aumento del loss ratio (+14,8%)”, mentre l’expense ratio “è rimasto relativamente stabile (22-23%)“.